Il monte Nero
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Un rapporto inscindibile

La catena del Monte Nero si staglia nettamente ad oriente di Cividale, facendo da splendida cornice ad un suggestivo scenario di verdi colline ed erte montagne della vallata dell’Isonzo e del Natisone.
Durante la Grande Guerra il primo sbalzo offensivo in questa zona portò le truppe italiane nella valle dell’Isonzo già il primo giorno di guerra, il 24 maggio 1915.

Tra le truppe operanti in questo settore vi furono anche i battaglioni alpini Cividale e Val Natisone dell’8° Reggimento Alpini che reclutavano buona parte dei propri alpini proprio nelle vallate del Natisone e nei dintorni di Cividale del Friuli.

In una delle prime azioni di guerra contro l’Austria-Ungheria, all’alba del 24 maggio 1915, in un breve scontro a fuoco nei pressi del passo Casoni Solarie nel Comune di Drenchia, cadde l’alpino udinese Riccardo Di Giusto (16^ Compagnia del Battaglione Cividale) che fu ufficialmente il primo caduto italiano della Grande Guerra. Il Cividale proseguì la sua avanzata ed alla fine di maggio raggiunse la zona del Monte Nero dove il battaglione fu impiegato fino alla primavera del 1916 e dove si distinse nell’azione contro il Rudeci Rob del 2 giugno 1915, negli assalti disperati sul Mrzli , sul Vodil e sull’Isonzo, nei pressi di Dolje e Gabrje, dell’estate e nel tenace presidio della prima linea sul Vrata e sul Vrsic nel terribile inverno 1915-1916.

Ironia della sorte la zona di impiego del battaglione distava pochi chilometri in linea d’aria dalla zona di reclutamento dei propri uomini e molte famiglie potevano osservare nella notte l’andamento della linea grazie alle vampe delle esplosioni che investivano i propri cari abbarbicati alle rocce della catena del Monte Nero.

Il Cividale ed il Val Natisone bagnarono con il sangue quelle montagne che gli alpini della Sezione ANA di Cividale considerano il loro santuario degli Alpini, che ogni anno, in occasione dell’anniversario della conquista della cima del Monte Nero avvenuta il 16 giugno 1915, viene visitato con un pellegrinaggio per ricordare i caduti italiani ed austro-ungarici che combatterono, soffrirono e morirono per obbedire alle dure leggi della guerra. Per gli alpini cividalesi il Monte Nero è montagna sacra perché là sono ancora sepolti i loro cari, molti dei quali riposano nel sacrario di Caporetto o sono ancora ignoti, sotto le rocce del Monte Nero. Il tempo non ha cancellato le gesta e le sofferenze dei propri alpini e la Sezione ANA di Cividale ha l’obbligo morale di mantenere viva la loro memoria affinché non si ripetano più gli errori del passato che furono pagati con un altissimo tributo di vite umane.

14 GIUGNO 2008
ALCUNI MOMENTI DEL PELLEGRINAGGIO AL MONTE NERO
CON I VESSILLI DELLE SEZIONI DI PALMANOVA - GORIZIA E CIVIDALE

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